Puoi offrire ai pazienti il pagamento a rate in tre modi: un sistema di dilazione su carta, un finanziamento con una società di credito convenzionata oppure una rateizzazione gestita dallo studio. Ognuna di queste strade ha un costo diverso per te, un livello di rischio diverso e regole diverse su fisco, trasparenza e privacy. In questa guida le mettiamo a confronto, con un esempio di calcolo sul margine, e vediamo come inserirle nel flusso di lavoro della segreteria senza creare confusione amministrativa.
Le cure odontoiatriche più richieste, come implantologia, protesi e ortodonzia, hanno preventivi che una famiglia difficilmente paga in un’unica soluzione. Secondo un’indagine di Compass sulle spese per le cure odontoiatriche, le famiglie italiane spendono oltre 1.200 € l’anno per il dentista e, tra chi ha usato una forma di finanziamento, il 41% senza quella possibilità avrebbe rimandato il piano di cura o vi avrebbe rinunciato.
Per lo studio questo dato ha una lettura molto concreta: una parte dei preventivi non accettati non è un “no” alla cura, ma un “no” alla cifra da pagare tutta subito. Offrire una rateizzazione chiara, spiegata alla consegna del preventivo, trasforma una parte di questi rifiuti in piani di cura avviati.
Attenzione però al rovescio della medaglia. Molti studi propongono le rate senza sapere quanto costano davvero, e scoprono a fine anno che le prestazioni con il margine più basso sono proprio quelle che vengono dilazionate più spesso.

Prima di scegliere, conviene avere chiaro chi si assume il rischio, chi paga i costi e quanto incassi subito.
| Dilazione su carta | Finanziamento | Rate interne dello studio | |
|---|---|---|---|
| Istruttoria per il paziente | No | Sì | No (decidi tu) |
| Durata tipica | Fino a 24 mesi | Fino a 60-84 mesi | Di solito pochi mesi |
| Interessi per il paziente | No | Tasso zero o agevolato | No |
| Chi paga i costi | Lo studio (commissione) | Lo studio e/o il paziente | Nessun costo esterno |
| Incasso per lo studio | Anticipato dal circuito | Erogato dalla finanziaria | Rata per rata |
| Rischio di insoluto | Sul circuito | Sulla finanziaria | Sullo studio |
| Documenti da consegnare | Contratto del circuito | Modulo SECCI e contratto | Piano di pagamento firmato |
È la soluzione oggi più diffusa negli studi. Il paziente paga con la propria carta, come al POS, e l’importo viene suddiviso in quote mensili addebitate in automatico. Come spiega una pagina informativa di uno studio dentistico che la utilizza, questi sistemi permettono spesso di rateizzare fino a 24 mesi a zero interessi, senza busta paga e senza istruttoria creditizia, perché tecnicamente non sono finanziamenti.
Per te il vantaggio è la semplicità: la segreteria completa la pratica in pochi minuti alla poltrona o in accettazione. Il costo è una commissione sul totale, che varia secondo la convenzione e il numero di rate: chiedila sempre per iscritto prima di aderire.
Quando il preventivo supera la soglia del circuito di dilazione o il paziente vuole rate più basse su più anni, entra in gioco il credito al consumo. Molti studi lo propongono accanto alla dilazione: per esempio, uno studio milanese indica finanziamenti a tasso zero o agevolato fino a 60 mesi, mentre altri arrivano a 84.
Qui le regole sono più strette. La guida di Banca d’Italia sul credito ai consumatori prevede che il paziente riceva il modulo SECCI prima della firma e indica il TAEG come l’indicatore da usare per confrontare le offerte, perché comprende tutti i costi e non solo il tasso di interesse (TAN). Il tuo compito è non improvvisare: le informazioni sul credito le fornisce la finanziaria secondo le proprie procedure, e la segreteria deve sapere esattamente cosa può dire e cosa no.

C’è anche un aspetto che riguarda il rapporto con il paziente. Quando un percorso pagato con un finanziamento collegato alle cure si interrompe o resta incompleto, il paziente può contestare sia lo studio sia la finanziaria. Un piano di cura scritto bene, con fasi e importi chiari, protegge entrambi.
È la formula più vecchia: il paziente versa un acconto e salda il resto in rate concordate direttamente con lo studio. Non paghi commissioni, ma ti assumi tutto il rischio e tutto il lavoro di controllo. Funziona bene su importi contenuti, con pazienti che conosci, su durate brevi e con regole precise:
Se gli insoluti sono già un problema nel tuo studio, leggi anche la nostra guida alla gestione degli insoluti dei pazienti, con il processo passo per passo per ridurre i mancati incassi.
La commissione di un circuito di dilazione o di un finanziamento a tasso zero si calcola sull’importo del preventivo, ma la paghi con il tuo utile. Ecco perché la stessa percentuale pesa in modo molto diverso da una prestazione all’altra.
Facciamo un esempio puramente illustrativo, con numeri ipotetici:
Il 5% del preventivo diventa il 15% del margine. Su una prestazione con margine più basso, per esempio una protesi con costi di laboratorio elevati, la stessa commissione può assorbire una quota ancora maggiore dell’utile.
Da qui nascono tre domande che ogni titolare dovrebbe porsi prima di attivare le rate:
Per rispondere servono dati reali per singola prestazione, non stime a fine anno.
Per le prestazioni dello studio privato, il pagamento deve essere tracciabile perché il paziente possa detrarre il 19% delle spese sanitarie sulla parte che supera la franchigia di 129,11 €. Secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate sulle agevolazioni per le spese sanitarie, la regola vale dal 1° gennaio 2020 e il contante resta ammesso solo per medicinali, dispositivi medici e prestazioni di strutture pubbliche o private accreditate al SSN.
In pratica: se con le rate interne accetti una rata in contanti, il paziente rischia di perdere la detrazione su quell’importo. Indica sempre sul piano di pagamento i metodi accettati.
Con la rateizzazione interna incassi più volte sullo stesso piano di cura, e ogni incasso deve essere documentato e trasmesso correttamente al Sistema Tessera Sanitaria. Concorda con il tuo commercialista come emettere i documenti (per esempio fattura per ogni acconto o per ogni rata) e assicurati che la segreteria segua sempre la stessa procedura: è qui che nascono errori e doppie trasmissioni.
Quando colleghi una piattaforma di pagamento esterna, ricorda che i dati che passano dallo studio al circuito vanno limitati al necessario. Il compendio del Garante Privacy sulle piattaforme che mettono in contatto pazienti e professionisti sanitari chiarisce che i gestori possono trattare solo i dati strettamente necessari alle finalità amministrative, mentre diagnosi e terapia restano di competenza del professionista. Al circuito servono importo e dati del pagatore, non la descrizione clinica del trattamento.
Se stai valutando anche link di pagamento e POS evoluti, trovi le opzioni pratiche nella nostra guida ai pagamenti online nello studio dentistico.
Chi cerca “il miglior software per le rateizzazioni” spesso confonde due strumenti diversi: il circuito che eroga la dilazione e il gestionale che tiene i conti dello studio. Il primo incassa, il secondo deve dirti se quell’incasso ti conviene. Quando valuti un gestionale, controlla questi criteri:
Negli studi con cui lavoriamo vediamo spesso la stessa scena: la rateizzazione viene attivata per far accettare più preventivi, e funziona, ma nessuno misura quanto costa. La commissione finisce in un estratto conto, gli acconti in un file, le rate interne nella memoria della segreteria. Dopo un anno il fatturato è cresciuto e il margine no.
Per noi la domanda giusta non è “quale sistema di rateizzazione scegliere”, ma “su quali prestazioni posso permettermelo”. Per questo abbiamo costruito Odontia attorno alla redditività di ogni singola prestazione, con i costi suddivisi per centro, poltrona e operatore e i margini aggiornati in tempo reale. Quando sai che un impianto ti lascia un margine solido e una protesi molto meno, decidere dove offrire le rate e da quale importo diventa una scelta economica, non un’abitudine.
La rateizzazione è uno strumento utile per i pazienti e per lo studio. Va solo trattata come un costo da governare, con gli stessi numeri con cui governi laboratorio, materiali e ore di poltrona.
— Ufficio
Odontia è il gestionale cloud per studi odontoiatrici che collega agenda multi-poltrona, cartella clinica, fatture e costi per mostrarti il margine reale di ogni prestazione. Il pacchetto base costa 49 € al mese, con prova gratuita iniziale. Puoi aggiungere il modulo Fatturazione e Sistema TS (19 € al mese) per emettere fatture elettroniche e trasmettere le spese sanitarie in automatico, e il modulo Report e margini (15 € al mese) per capire su quali prestazioni le commissioni della rateizzazione sono sostenibili. I reminder automatici via SMS, WhatsApp ed email aiutano a ridurre le ore di poltrona perse. Trovi tutti i moduli e i prezzi nella pagina prezzi di Odontia.
Sì, la detrazione del 19% spetta anche se paghi a rate, purché ogni pagamento allo studio privato sia tracciabile e documentato. Con le rate interne il contante fa perdere la detrazione su quell’importo. Per i casi particolari, come il finanziamento erogato da una società di credito, il paziente fa bene a confrontarsi con il proprio CAF o commercialista.
La dilazione su carta suddivide il pagamento in quote addebitate in automatico, senza interessi né istruttoria creditizia per il paziente. Il finanziamento è un contratto di credito al consumo: prevede istruttoria, il modulo SECCI prima della firma e un TAEG da confrontare. Di solito il finanziamento copre importi e durate maggiori.
Conviene su importi contenuti, durate brevi e pazienti che conosci, perché non paghi commissioni. In cambio ti assumi tutto il rischio di insoluto e il lavoro di controllo. Servono un acconto, un piano firmato, pagamenti solo tracciabili e un gestionale che colleghi ogni rata alla scheda del paziente.
Dipende dal margine della prestazione, non solo dalla percentuale. La stessa commissione può pesare poco su un trattamento con margine alto e assorbire buona parte dell’utile su uno con costi di laboratorio elevati. Per saperlo devi conoscere il margine reale di ogni prestazione prima di proporre le rate.