No: per le prestazioni sanitarie rese a pazienti privati non devi inviare la fattura tramite il Sistema di Interscambio. Il divieto è permanente, confermato dal DLgs 81/2025, ed è il quadro che sostituisce ogni dubbio residuo dopo anni di proroghe, 9/2026.
In breve:
- Le prestazioni sanitarie a pazienti privati esenti IVA devono essere emesse con fattura cartacea o PDF e inoltrate al Sistema Tessera Sanitaria, non allo SdI.
- Per le prestazioni di tipo sanitario esentate IVA, non è obbligatorio inviarle tramite SdI, confermando il divieto permanente stabilito dal DLgs 81/2025.
- La distinzione tra prestazioni esenti o imponibili si basa sulla natura fiscale, non sulla volontà del paziente, e influisce sul canale di emissione della fattura.
- Le fatture per prestazioni imponibili devono rispettare i requisiti formali di numerazione, data, codice fiscale e dicitura di esenzione, con obbligo di marca da bollo oltre 77,47 €.
- Un gestionale integrato che automatizza le trasmissioni e controlla i margini può migliorare la gestione contabile e ridurre il rischio di errori e sanzioni.
Il DLgs 12 giugno 2025, n. 81, noto come decreto correttivo bis, ha chiuso una fase di incertezza che durava da anni: il divieto di inviare al Sistema di Interscambio le fatture per prestazioni sanitarie a persone fisiche non è più una misura temporanea rinnovata di anno in anno, ma una regola strutturale. Per il tuo studio significa pianificare i processi contabili su basi stabili, senza aspettare l’ennesima proroga a fine dicembre.
Il punto più utile arriva dalla Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 9 del 24 febbraio 2026: il criterio che decide se una prestazione rientra nel divieto non è la volontà del paziente, ma la natura fiscale della prestazione stessa. Se la prestazione è esente IVA ai sensi dell’articolo 10 del DPR 633/72, la fattura resta fuori dallo SdI. Punto.
Dietro questa architettura c’è una ragione precisa, non solo burocratica:
Capire questa distinzione ti evita l’errore più comune: pensare che il divieto sia “temporaneo” o legato a una scelta discrezionale dello studio.
La domanda che ti devi porre per ogni fattura non è “chi è il paziente” ma “che tipo di prestazione sto fatturando e a chi”. Ecco gli scenari che incontrerai più spesso:
Un esempio numerico aiuta a fissare il concetto: una cura conservativa da 180 € a un paziente privato resta fuori dallo SdI. Una fattura da 300 € emessa a uno studio associato per una consulenza tecnica, invece, segue il canale elettronico ordinario. Il criterio è sempre la natura della prestazione, non l’importo.
Anche restando fuori dallo SdI, la fattura cartacea o PDF deve rispettare i requisiti dell’articolo 21 del DPR 633/72, adattati al contesto sanitario:
Le fatture esenti IVA con importo superiore a 77,47 € richiedono l’applicazione della marca da bollo da 2,00 €, versata tramite F24 con codice tributo specifico se lo studio opera in regime di bollo virtuale. Dimenticarla è uno degli errori più frequenti negli studi che gestiscono la fatturazione manualmente, e genera contestazioni in caso di controllo.
Dal 2026 la trasmissione dei dati sanitari al Sistema Tessera Sanitaria segue una cadenza annuale, non più semestrale. In pratica:
Il ritardo o l’omissione nella trasmissione espone a sanzioni amministrative, e a differenza dello SdI qui non c’è un sistema che ti avvisa in tempo reale se manca un invio. Per questo motivo molti studi affidano il controllo a un gestionale che segnala automaticamente le prestazioni non ancora trasmesse.
Un gestionale che gestisce correttamente questo doppio binario, fatture ai privati fuori SdI e trasmissione Sistema TS da una parte, fatturazione elettronica ordinaria per B2B e PA dall’altra, deve rispondere a requisiti precisi:
Molti studi oggi lavorano con soluzioni ibride: un gestionale odontoiatrico per l’attività quotidiana e uno strumento separato per le fatture B2B quando il primo non integra lo SdI. Questa frammentazione moltiplica il rischio di errore, perché ogni passaggio manuale tra sistemi diversi è un punto dove un dato può perdersi o duplicarsi.
Un consiglio: prima del primo invio annuale al Sistema TS, esegui una simulazione con dati di prova su un piccolo campione di fatture. Verifica che i codici fiscali siano letti correttamente e che nessuna prestazione imponibile finisca per errore nel flusso esente: un controllo di dieci minuti ti evita ore di correzioni a scadenza imminente.
Una piattaforma che integra fatturazione elettronica e Sistema TS nello stesso ambiente riduce questi passaggi a un unico flusso, con un beneficio diretto sul tempo di segreteria.

Per mettere lo studio a norma senza sorprese, segui questa sequenza:
| Passo | Azione concreta | Obiettivo |
|---|---|---|
| Listino | Classificare ogni prestazione come esente o imponibile | Evitare errori di canale |
| Template fattura | Inserire dicitura art. 10 e campo CF paziente | Conformità formale |
| Gestionale | Escludere SdI per privati, attivare invio TS | Automazione del flusso |
| Personale | Formazione e simulazione annuale | Ridurre errori umani |
Rispettare le regole del Sistema TS e del divieto SdI è solo il punto di partenza. Il vero vantaggio arriva quando lo stesso gestionale che automatizza la fatturazione ti mostra anche quanto realmente guadagni per ogni prestazione, non solo quanto fatturi. Una piattaforma gestionale collega questi due mondi: meno rischio di sanzione da un lato, controllo dei margini per singola poltrona dall’altro. La compliance normativa smette di essere un costo puro e diventa un sottoprodotto di un sistema che comunque ti serve per gestire lo studio.
— Ufficio
Odontia.cloud nasce per eliminare esattamente i due problemi visti finora: il rischio di sbagliare canale tra SdI e Sistema TS, e la mancanza di visibilità su quanto ogni prestazione rende davvero allo studio.

Il modulo di fatturazione elettronica integrato distingue automaticamente le prestazioni esenti verso privati, escluse dallo SdI, da quelle B2B o verso la pubblica amministrazione, generate e trasmesse nel formato corretto senza passaggi manuali. L’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria avviene in automatico rispettando la cadenza annuale, con registrazione integrata delle opposizioni dei pazienti. In parallelo, la piattaforma calcola margine e redditività per ogni prestazione erogata, così puoi vedere non solo cosa hai fatturato, ma cosa hai realmente guadagnato. Prova la piattaforma con una demo gratuita e verifica quanto tempo di segreteria puoi recuperare già dal primo mese.
Per verificare direttamente i riferimenti citati:
Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce il parere di un consulente finanziario qualificato. Consulta un professionista finanziario qualificato riguardo al tuo caso specifico prima di agire in base a questo contenuto.
Solo per le prestazioni non sanitarie o rivolte a soggetti diversi dai privati, come aziende o pubblica amministrazione. Per le cure ai pazienti persone fisiche vale il divieto permanente di invio tramite SdI.
Deve essere cartacea o in PDF, con dicitura di esenzione IVA articolo 10, codice fiscale del paziente, numerazione progressiva e, sopra 77,47 €, marca da bollo da 2,00 €.
I dentisti sono esonerati per tutte le prestazioni sanitarie esenti IVA rese a persone fisiche; l’obbligo resta invece per fatture verso aziende, professionisti e pubblica amministrazione.
Le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione sono generalmente esenti IVA ai sensi dell’articolo 10 del DPR 633/72; le prestazioni puramente estetiche o le perizie possono invece essere imponibili.