Per adempiere all’obbligo di invio delle spese sanitarie al Sistema TS, usa il portale web oppure il web service in modalità sincrona o asincrona, indicando codice fiscale del paziente, tipo di documento, importo, data di incasso e flag di tracciabilità del pagamento. Se gestisci molte fatture, valuta una delega a intermediario o un gestionale collegato. Verifica sempre il calendario ufficiale del Sistema TS prima di procedere: le scadenze cambiano a seconda dell’anno di riferimento delle spese.
In breve:
- L’invio delle spese sanitarie al Sistema TS è obbligatorio per tutti i soggetti che emettono fatture per prestazioni sanitarie, indipendentemente dal regime IVA.
- La trasmissione può avvenire tramite inserimento manuale, web service sincrono o asincrono, oppure delegando un intermediario abilitato, in base al volume di fatture.
- È fondamentale verificare che i campi come codice fiscale, natura IVA e data di incasso siano corretti, perché errori impediscono l’invio o causano respingimenti di massa.
- Dal 2026, le fatture devono essere inviate annualmente, rispettando le scadenze pubblicate sul portale del Sistema TS, con un margine di controllo di almeno due settimane.
- Gestire correttamente eventuali rettifiche o opposizioni è vitale per evitare respingimenti e problemi fiscali, specialmente nei mesi con maggiori richieste di correzione come febbraio.
L’obbligo riguarda chiunque emetta fatture per prestazioni sanitarie, indipendentemente dal fatto che siano soggette a IVA. Il Sistema Tessera Sanitaria chiarisce che questa regola vale per tutti i professionisti e le strutture che erogano prestazioni sanitarie, senza eccezioni legate al regime fiscale.
Sono tenuti all’invio, tra gli altri:
Conta il principio di cassa: fa fede la data in cui incassi il pagamento, non quella di emissione della fattura. Una prestazione fatturata a dicembre ma pagata a gennaio va registrata nel periodo dell’incasso, non in quello dell’emissione.
Per i professionisti senza partita IVA o per categorie di recente accreditamento, risoluzioni e FAQ recenti dell’Agenzia delle Entrate hanno ampliato in via interpretativa l’ambito soggettivo, ma alcune figure restano in attesa di decreti attuativi. Se il tuo codice ATECO è stato aggiornato di recente, controlla che l’accreditamento al portale sia coerente: un disallineamento può bloccare l’invio anche quando i dati sono corretti.
Esistono tre modalità operative per trasmettere i dati, e la scelta dipende dal volume di fatture che il tuo studio gestisce ogni mese. Il Sistema Tessera Sanitaria le descrive così:
In alternativa, puoi conferire delega a un intermediario abilitato, che si occupa della trasmissione per tuo conto. È una scelta comune per studi piccoli senza personale amministrativo dedicato, ma comporta comunque la tua responsabilità sulla correttezza dei dati trasmessi.
Un consiglio: se il tuo studio supera le trenta fatture mensili, l’inserimento manuale ti costa più tempo di quanto pensi. Un’integrazione tra gestionale e web service riduce gli errori di trascrizione e libera la segreteria da un compito ripetitivo.

Il tracciato tecnico richiede un set preciso di informazioni, e un solo campo compilato male può far scartare l’intero record. Le specifiche tecniche del Sistema TS indicano come dato minimo:
Il campo naturaIVA cambia a seconda del tuo regime fiscale e del tipo di documento: un professionista in regime ordinario userà codici diversi rispetto a chi opera in regime forfettario o emette semplici documenti commerciali. Sbagliare questo codice è uno degli errori più frequenti negli scarti massivi.
L’imposta di bollo, quando dovuta, va segnalata correttamente nel record: ometterla o indicarla su importi che non la richiedono genera discrepanze in fase di controllo.
Il pagamentoTracciato merita attenzione particolare. Le linee guida tecniche precisano che, in caso di pagamento misto (parte in contanti e parte tracciata), il documento va inviato come non tracciato. Questo flag incide direttamente sulla detraibilità che il paziente potrà far valere nella dichiarazione precompilata: un dato impreciso qui si traduce in un problema fiscale reale per chi si è seduto sulla tua poltrona.
A partire dalle spese relative al 2025, l’invio ha assunto una cadenza annuale, come stabilito dal decreto ministeriale del 29 ottobre 2025. Questo significa meno scadenze intermedie durante l’anno, ma una finestra più concentrata in cui riconciliare tutti i dati prima della trasmissione definitiva, secondo quanto riportano le FAQ dell’Agenzia delle Entrate.
Il calendario ufficiale con le date precise resta pubblicato sul portale del Sistema TS: controllalo periodicamente, perché i decreti attuativi possono modificare i termini da un anno all’altro. Pianifica un export di controllo delle fatture almeno due settimane prima della scadenza, così hai margine per correggere eventuali anomalie senza rincorrere l’ultimo giorno utile.

Gli scarti più comuni nascono da problemi ricorrenti: codice fiscale del paziente errato o mancante, naturaIVA non coerente con il regime fiscale, data di incasso registrata fuori dal periodo corretto. Ognuno di questi errori blocca il singolo record, ma se si ripete su più fatture rischia di far respingere l’intero invio massivo.
Prima di trasmettere, riconcilia gli incassi registrati in gestionale con un report che evidenzi i documenti privi di codice fiscale valido: è il controllo più efficace per evitare scarti di massa al momento dell’invio.
Un consiglio: febbraio è il mese in cui arrivano più richieste di opposizione da parte dei pazienti che non vogliono vedere la spesa nella precompilata. Tieni pronta una procedura interna per rettificare o annullare un record entro pochi giorni, senza dover rincorrere ogni volta la stessa domanda in segreteria.
L’invio delle spese sanitarie non dovrebbe restare un compito improvvisato dell’ultimo momento. In molti studi la segreteria amministrativa gestisce l’inserimento quotidiano, mentre un consulente o un responsabile compliance supervisiona i controlli periodici prima della trasmissione massiva.
Una checklist settimanale di verifica, anche minima, riduce sensibilmente gli scarti. Quando i volumi di fatture crescono, investire in un’integrazione gestionale smette di essere un lusso e diventa la scelta più razionale: il tempo risparmiato in controlli manuali si traduce in ore di poltrona recuperate.
Gestire l’invio delle spese sanitarie a mano, fattura per fattura, ha un costo nascosto: ogni minuto speso a controllare un codice fiscale o un naturaIVA è un minuto sottratto alla poltrona. Odontia integra un modulo dedicato al Sistema Tessera Sanitaria che genera e trasmette i file direttamente dal gestionale, senza passaggi manuali su portali separati.

Il modulo riconcilia automaticamente gli incassi registrati in agenda con i dati da trasmettere, riducendo gli scarti dovuti a codici fiscali errati o campi naturaIVA incoerenti. Quando arriva un’opposizione da parte di un paziente, puoi gestirla direttamente dallo stesso ambiente in cui hai emesso la fattura, senza rincorrere fogli Excel o accessi multipli. Chi gestisce anche pratiche con fondi sanitari trova utile abbinare questo modulo a quello per fondi e assicurazioni, così da avere un’unica fonte di verità sulle spese del paziente.
Se vuoi vedere come funziona nel tuo studio, richiedi una demo dalla pagina principale di Odontia e verifica quanto tempo di segreteria puoi recuperare già dal primo mese.
Puoi usare l’inserimento manuale sul portale web, il web service sincrono o asincrono, oppure delegare un intermediario abilitato alla trasmissione dei dati.
L’invio segue ora una cadenza annuale, introdotta dal decreto del 29 ottobre 2025 per le spese 2025 in poi; le date precise sono pubblicate sul calendario ufficiale del portale Sistema TS.
Tutti i professionisti e le strutture che erogano prestazioni sanitarie, indipendentemente dall’applicazione dell’IVA sulla fattura emessa.
Servono codice fiscale del paziente, tipo e data del documento, importo, data di incasso e indicazione della tracciabilità del pagamento; un gestionale integrato può compilare e inviare questi dati automaticamente.
Il record può essere rettificato o annullato attraverso la stessa modalità usata per l’invio originario, e va gestito rapidamente soprattutto in caso di opposizione del paziente.