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Pratiche Allianz: presa in carico, documenti e tempi di incasso

31 agosto 2026 · 4 min di lettura · odontia.cloud

Una pratica Allianz in assistenza diretta attraversa tre postazioni dello studio: la reception, la poltrona e chi tiene la contabilità. La maggior parte dei pagamenti bloccati nasce da un passaggio di consegne mancato tra queste tre. Qui la pratica è raccontata per ruolo, così ognuno sa cosa gli tocca e cosa deve consegnare al passo successivo. I riferimenti operativi sono quelli della convenzione con il gestore della rete che amministra la polizza del paziente.

Reception: la pratica si apre qui

Prima dell'appuntamento, o al massimo all'accettazione, la reception fa due cose.

Verifica la copertura del paziente: tessera o codice iscritto, familiari coperti, massimale residuo. Il controllo passa dal portale del gestore o dalla sua centrale operativa; il numero sulla polizza è il riferimento in caso di dubbi.

Chiede l'autorizzazione al gestore, dal portale o tramite la centrale operativa, prima che la cura inizi. Prima visita e igiene di solito ne sono esenti; tutto il resto no.

La reception raccoglie anche il documento d'identità e fa compilare la scheda anamnestica, che sarà allegata al piano.

Odontoiatra: piano terapeutico e prestazioni

L'odontoiatra compila il piano terapeutico con i codici del nomenclatore del gestore e i prezzi del tariffario convenzionato. Se il gestore richiede radiografie per certe prestazioni, vanno allegate al piano.

Il gestore risponde con la presa in carico: elenca cosa paga lui, cosa resta al paziente e fino a quando è valida. La cura va completata entro quella data. Alla poltrona, la regola è una sola: eseguire esattamente le prestazioni autorizzate, con lo stesso codice e la stessa quantità. Se serve altro, si ferma e si chiede prima. Chiuse le prestazioni in agenda o dalla dashboard, la pratica passa all'amministrazione.

L'odontoiatra raccoglie anche la dichiarazione di fine cura firmata dal paziente, all'ultimo appuntamento. È l'allegato che più spesso manca al momento della chiusura.

Amministrazione: fatture e documentazione di chiusura

Chi fattura emette due documenti separati:

  • fattura al gestore per la quota coperta, intestata al gestore, con il riferimento alla presa in carico o al voucher. Per il bollo sopra 77,47 € segui le istruzioni della convenzione: se è a carico del gestore, non lo applichi.
  • fattura al paziente per la quota residua: franchigie, scoperti e prestazioni non coperte. Si incassa subito.

Poi invia dal portale la documentazione di chiusura: fattura, eventuale radiografia finale, dichiarazione di fine cura firmata. A quel punto la pratica è completa e parte il conteggio dei tempi di pagamento.

La cartella della pratica

Questi sono i documenti che a fine percorso devono stare insieme, nello stesso posto:

  • tessera o codice iscritto
  • documento d'identità
  • scheda anamnestica
  • piano terapeutico con codici
  • radiografie, dove richieste
  • fattura alla struttura gestore
  • fattura al paziente per la quota residua

Se anche uno solo manca, il passaggio successivo si ferma. Il modo più semplice per non perderne nessuno è che la pratica abbia un contenitore unico dal primo giorno, e non una cartella per reparto.

Tempi di incasso: cosa aspettarsi

Per le polizze Allianz l'indicazione sui tempi di incasso è 60 giorni, con i tempi effettivi fissati dalla convenzione. I 60 giorni si contano dalla pratica completa, non dalla data della cura. In pratica:

  • cura chiusa e documentazione inviata lo stesso giorno: il conteggio parte subito
  • dichiarazione di fine cura recuperata tre settimane dopo: il conteggio parte tre settimane dopo

Se il termine passa senza bonifico, si sollecita dal portale citando il numero di pratica. Un sollecito senza numero di pratica costringe il gestore a cercare, e spesso a chiedere di rimandare tutto.

Registrare l'incasso e chiudere

Quando arriva il bonifico, va riconciliato con la fattura al gestore e la pratica va chiusa. Vale la pena tenere un elenco delle pratiche aperte per stato: inviate, in attesa oltre i 60 giorni, sollecitate. È l'unico modo per accorgersi di un pagamento mancante prima che passi un altro trimestre.

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