Una pratica AXA in assistenza diretta ha nove passaggi e almeno sei punti in cui può fermarsi. Fermarsi vuol dire una cosa sola: la quota coperta non arriva, o arriva molto dopo i 60 giorni previsti. Questo articolo prende i passaggi della pratica e per ciascuno indica dove si inceppa e cosa fare per non farlo succedere. I riferimenti sono quelli della convenzione con il gestore della rete indicato sulla polizza del paziente.
La sequenza corretta è: verifica della copertura (tessera o codice iscritto, familiari coperti, massimale residuo, sul portale o con la centrale operativa), poi richiesta di autorizzazione dal portale o tramite la centrale operativa, e solo dopo la cura. Prima visita e igiene di solito non richiedono autorizzazione; tutto il resto sì.
Il blocco nasce quando il paziente è già in poltrona e "tanto poi la chiediamo". Una prestazione eseguita senza autorizzazione non entra nella presa in carico. Regola di studio: nessun appuntamento operativo per un paziente assicurato senza autorizzazione registrata.
Scheda anamnestica e piano terapeutico si inviano con i codici del nomenclatore del gestore e i prezzi del tariffario convenzionato. Se il piano usa i tuoi codici interni o i prezzi del listino privato, torna indietro o viene autorizzato in modo diverso da come pensavi. Allega le radiografie dove il gestore le richiede: un piano senza le radiografie previste resta in sospeso.
La presa in carico dice cosa paga il gestore e cosa resta al paziente, e ha una scadenza. Le cure vanno fatte entro quella data. Il blocco tipico: piano lungo, paziente che rimanda, presa in carico scaduta a metà cura. Metti la scadenza in agenda insieme al primo appuntamento e pianifica gli appuntamenti in modo da chiudere entro il termine.
In poltrona si esegue esattamente ciò che è stato autorizzato: stesso codice, stessa quantità. Se serve una prestazione diversa, si ferma e si verifica con il gestore prima. Chiudi le prestazioni in agenda o dalla dashboard subito dopo l'appuntamento, non a fine mese: è quello che permette alla fatturazione di partire con i dati giusti.
Sono sempre due fatture:
Una fattura unica, o una fattura al gestore senza il riferimento alla presa in carico, viene respinta e la pratica torna indietro.
Dal portale del gestore si invia la documentazione di chiusura: fattura, eventuale radiografia finale, dichiarazione di fine cura firmata dal paziente. Il documento che più spesso manca è la dichiarazione di fine cura, perché il paziente è già uscito. Falla firmare all'ultimo appuntamento, prima della dimissione.
La pratica completa contiene:
Con la pratica completa, il pagamento arriva con i tempi della convenzione: per le polizze AXA l'indicazione è 60 giorni. Il termine si conta dalla documentazione di chiusura, quindi ogni blocco visto sopra lo sposta in avanti. Se il termine passa, sollecita dal portale citando il numero di pratica. All'arrivo del bonifico registra l'incasso e chiudi la pratica.
Un'abitudine che aiuta: una volta a settimana guarda l'elenco delle pratiche in attesa e controlla quali hanno superato i 60 giorni. Un sollecito fatto al giorno 61 costa un minuto; scoprire a fine anno tre pratiche mai pagate costa molto di più.
Nel modulo AXA di Odontia (10 euro al mese per ente, motore compreso nel canone base da 49 euro) ogni pratica ha i suoi stati, dalla verifica della copertura all'incasso, con la scadenza della presa in carico e il termine dei 60 giorni in vista. Allegati, ZIP ed email al gestore partono dalla scheda del paziente, e la checklist di accreditamento resta a portata di mano per il prossimo gestore. Scopri il modulo AXA oppure prova gratis 7 giorni.
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