Un paziente privato paga il tuo listino, alla fine della cura, con una fattura. Un paziente con polizza salute AXA in assistenza diretta paga il tariffario del gestore della rete, in due fatture, con una parte che arriva dopo 60 giorni e a condizione che la pratica sia completa. Valutare se conviene lavorare con queste polizze significa mettere questi due scenari uno accanto all'altro, senza illusioni in nessuna delle due direzioni. Qui trovi cosa coprono, cosa cambia e come fare la stima con i dati del tuo studio.
Coprono prestazioni odontoiatriche in forma diretta tramite la rete convenzionata del gestore indicato sulla polizza. Cosa sia coperto, con quali massimali e quali franchigie, dipende dalla singola polizza: lo verifichi ogni volta con tessera o codice iscritto, familiari coperti e massimale residuo, e lo confermi con la presa in carico, che dice cosa paga il gestore e cosa resta al paziente. Non esiste una lista di garanzie valida per tutti i pazienti AXA, quindi non promettere coperture prima di aver visto la presa in carico.
Quattro differenze concrete.
Il prezzo. Al privato applichi il tuo listino. Al paziente in rete applichi il tariffario convenzionato del gestore, che vale per tutti gli iscritti in diretta e che hai accettato alla firma.
L'incasso. Dal privato incassi tutto alla fine. Dal paziente in rete incassi subito solo la quota residua (franchigie, scoperti, non coperto); la quota coperta la fatturi al gestore e arriva con i tempi della convenzione, indicativamente 60 giorni dalla pratica completa.
I documenti. Per il privato basta la fattura. Per il paziente in rete servono scheda anamnestica, piano terapeutico con i codici del gestore, radiografie dove richieste, autorizzazione, presa in carico, due fatture, dichiarazione di fine cura firmata e invio della documentazione di chiusura dal portale.
I vincoli. Con il privato decidi tu cosa fare e quando. Con il paziente in rete esegui solo le prestazioni autorizzate, entro la scadenza della presa in carico, e rispetti i tempi di risposta previsti dalla convenzione.
Non servono modelli complicati. Servono tre elenchi.
Con questi tre numeri capisci se la convenzione ha senso per il tuo studio oppure no. Il risultato cambia da studio a studio ed è normale che sia così.
Il gestore varia per polizza. Con AXA la rete è affidata a un gestore terzo che cambia a seconda della polizza. Una sola convenzione non copre tutti i pazienti AXA: copre quelli della rete di quel gestore. Se in studio arrivano tessere di gestori diversi, ogni gestore in più vuol dire un portale, un tariffario e una convenzione in più.
Il tariffario non si tocca dopo la firma. Ha una durata e vale per tutti gli assistiti. Quello che accetti oggi lo applichi fino alla scadenza del contratto.
La dichiarazione di fine cura. È l'allegato che, quando manca, ferma l'incasso. Vale la pena deciderlo prima: chi la fa firmare, e quando.
Quando il gestore è uno con cui già lavori o che copre una parte significativa dei tuoi pazienti, quando il tariffario tiene sulle prestazioni frequenti, quando puoi attendere 60 giorni su una parte dell'incasso e quando hai in reception chi segue le pratiche con uno strumento adeguato. In assenza di una di queste condizioni, meglio dire al paziente che non sei in rete: è una risposta onesta e non ti impegna a un contratto che non regge.
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