Le cooperative sono tra i datori di lavoro più diffusi in Italia, e Coopersalute è il fondo sanitario dei loro lavoratori. Per uno studio dentistico la domanda è se accettare il tariffario della rete in cambio di un accesso a questi pazienti. Non c'è una risposta uguale per tutti: dipende da dove sei, da quanto è piena la tua agenda e da quanto ti costa la parte amministrativa. Qui trovi gli elementi per decidere. Le condizioni economiche precise sono nel tariffario del gestore della rete e nel piano sanitario pubblicato su coopersalute.it: leggile lì prima di firmare.
Chi sono i pazienti Coopersalute
I lavoratori delle cooperative, dipendenti e soci lavoratori, con familiari inclusi nel piano a condizioni da verificare sul sito del fondo. Il mondo cooperativo è vario, e questo conta per lo studio:
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Cooperative sociali: operatori di assistenza, educatori, personale delle strutture per anziani e disabili. Turni, spesso part-time, forte presenza femminile.
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Cooperative di servizi e logistica: pulizie, facchinaggio, magazzini, trasporti. Molti addetti concentrati in pochi siti.
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Cooperative di consumo, agricole e di produzione: presenti soprattutto in alcune regioni, con una lunga tradizione cooperativa.
Il tratto comune è la concentrazione: una sola cooperativa può avere decine o centinaia di lavoratori nello stesso luogo. Quando uno di loro trova uno studio in rete che lo tratta bene, il passaparola fa il resto. Il volume nella tua zona lo stimi chiedendo ai pazienti attuali dove lavorano e guardando quali cooperative operano nel tuo bacino.
Le tariffe convenzionate
Il gestore della rete propone un tariffario con un prezzo per ogni codice del suo nomenclatore. Il fondo paga la propria quota su quel prezzo e il paziente il resto, secondo massimali, franchigie e scoperti del piano.
Quattro cose da sapere:
- il tariffario vale per tutti gli iscritti in assistenza diretta;
- non si rinegozia dopo la firma, ma il gestore può aggiornarlo nei modi previsti dal contratto;
- le prestazioni fuori nomenclatore restano a prezzo pieno per il paziente;
- la quota coperta la incassi dal gestore, la quota residua dal paziente a fine cura.
Non esiste una percentuale di sconto da citare come riferimento. L'unico confronto valido è tra il tariffario che ti viene proposto e il tuo listino, voce per voce, partendo dalle prestazioni che esegui più spesso.
Vantaggi
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Passaparola concentrato. Molti iscritti nello stesso posto di lavoro: un paziente soddisfatto ne porta altri, senza pubblicità.
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Pazienti con bisogni reali. Chi ha una copertura odontoiatrica per la prima volta arriva spesso con cure rimandate: igiene, conservativa, estrazioni.
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Incasso certo della quota coperta. Con la presa in carico, il gestore paga la sua parte. Non devi rincorrere il paziente.
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Continuità. Le garanzie annuali di prevenzione riportano il paziente in studio ogni anno.
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Estensione ad altri fondi. Se il gestore della rete Coopersalute gestisce altre reti, la convenzione può servire anche per quelle.
Svantaggi
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Margine più basso. Le tariffe convenzionate sono sotto il listino su molte voci. Va verificato che nessuna scenda sotto il costo, soprattutto in protesi.
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Cassa lenta. L'incasso dal gestore arriva in genere tra 60 e 90 giorni dalla documentazione completa; il termine esatto è nella convenzione.
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Amministrazione. Verifica della copertura, autorizzazione, presa in carico, due fatture, chiusura, solleciti. Ogni pratica ha un costo in ore di segreteria.
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Vincoli. Tempi di risposta alla centrale, cure entro la scadenza della presa in carico, prestazioni uguali a quelle autorizzate.
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Dipendenza dal gestore. Se il fondo affida la rete a un altro soggetto, si ricomincia.
Per chi ha senso
Ha senso se:
- nel tuo bacino operano cooperative con molti addetti;
- hai poltrone libere da riempire;
- hai una segreteria capace di seguire le pratiche con metodo;
- il tuo listino non è così alto da rendere le tariffe convenzionate incompatibili con il resto dell'offerta.
Ha meno senso se:
- lavori a pieno regime con pazienti a listino pieno;
- non hai chi segua le pratiche e le seguiresti tu tra un paziente e l'altro;
- le cooperative nella tua zona sono poche e piccole.
Il conto da fare
- Chiedi il tariffario al gestore e confrontalo con il tuo listino sulle dieci prestazioni più frequenti.
- Stima i pazienti Coopersalute attesi in un anno, partendo dalle cooperative del tuo bacino.
- Calcola il tempo di segreteria per pratica, solleciti compresi.
- Verifica se hai capacità libera in agenda: se sì, ogni paziente convenzionato è un'aggiunta; se no, sostituisce un paziente a prezzo pieno.
- Leggi durata, recesso e termini di pagamento della convenzione.
- Prova per un anno e misura: pazienti visti, pratiche aperte, pratiche respinte, giorni medi di incasso.
Se dopo un anno i numeri non tornano, il recesso previsto dal contratto è la via d'uscita. Se tornano, hai una fonte di pazienti che si alimenta da sola con il passaparola sul posto di lavoro.
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