Fondo ASIM

Pratiche Fondo ASIM: presa in carico, documenti e tempi di incasso

27 agosto 2026 · 5 min di lettura · odontia.cloud

Sei convenzionato con la rete di Fondo ASIM e arriva il primo iscritto. Da qui in poi conta la pratica: se la costruisci bene, il gestore paga; se manca un pezzo, il pagamento si ferma e nessuno ti avvisa. Questa guida segue la pratica dalla prima visita al bonifico. Le regole di dettaglio le trovi nella convenzione firmata con il gestore della rete e sul sito del fondo, perché possono cambiare: qui c'è il metodo per non lasciare indietro nulla.

Prima della cura: verifica la copertura e chiedi l'autorizzazione

Alla prima visita chiedi tessera o codice iscritto e un documento d'identità. Poi verifica sul portale del gestore o con la centrale operativa:

  • che l'iscrizione sia attiva;
  • se il paziente è l'iscritto o un familiare, e se i familiari sono coperti dal suo piano;
  • il massimale residuo per l'anno in corso.

Prima visita e igiene di solito non richiedono un'autorizzazione preventiva, ma è una regola del gestore, non una legge: controlla nella convenzione. Per tutto il resto l'autorizzazione va chiesta prima di iniziare, dal portale o tramite la centrale operativa. Iniziare una cura senza autorizzazione vuol dire lavorare a rischio: se il gestore non la riconosce, la quota resta a carico del paziente, che non se lo aspetta.

Piano terapeutico e presa in carico

Dal portale invii scheda anamnestica e piano terapeutico. Tre accortezze:

  • usa i codici del nomenclatore del gestore, non i tuoi codici interni;
  • inserisci i prezzi dal tariffario convenzionato, non dal tuo listino;
  • allega le radiografie dove la garanzia le richiede, di solito per protesi, impianti e ortodonzia.

La risposta è la presa in carico. È il documento centrale della pratica e dice tre cose: quali prestazioni paga il gestore, quanto resta al paziente e fino a quando vale. Salva il PDF nella pratica, annota numero e scadenza. Se la cura si allunga oltre la validità, chiedi una proroga prima che scada, non dopo.

I documenti da tenere nella pratica

Tenere tutto nello stesso posto è la differenza tra una pratica che si chiude con un invio e una che fa avanti e indietro con la centrale. Per ogni pratica ASIM servono:

  • tessera o codice iscritto;
  • documento d'identità;
  • scheda anamnestica;
  • piano terapeutico con i codici;
  • presa in carico ricevuta dal gestore;
  • radiografie dove richieste, prima e dopo la cura;
  • fattura al gestore;
  • fattura al paziente per la quota residua;
  • dichiarazione di fine cura firmata dal paziente, se prevista dalla convenzione.

Esegui la cura e chiudi le prestazioni

Le prestazioni eseguite devono corrispondere a quelle autorizzate, codice per codice. Se in corso d'opera il piano cambia, per esempio un'otturazione che diventa un trattamento endodontico o un elemento in più nella protesi, chiedi un'integrazione della presa in carico prima di eseguire. Quello che non è autorizzato non viene pagato dal gestore, e non puoi scaricarlo sul paziente senza averglielo detto prima. Chiudi le prestazioni in agenda man mano che le esegui: la data di esecuzione è un dato che il gestore può chiederti in fase di controllo.

Due fatture: al gestore e al paziente

La pratica in assistenza diretta produce sempre due fatture.

  • Al gestore, per la quota coperta. Intestata al gestore della rete, salvo indicazione diversa nella convenzione, con il riferimento alla presa in carico o al voucher. Per la marca da bollo sulle fatture sopra 77,47 euro segui le istruzioni della convenzione: alcuni gestori se la assumono, altri no.
  • Al paziente, per la quota residua. Franchigie, scoperti e prestazioni non coperte. Questa la incassi subito, alla fine della cura.

Non mescolare le due: una fattura unica con dentro entrambe le quote è il modo più rapido per farsi respingere la pratica.

Documentazione di chiusura e tempi di incasso

A fine cura invii dal portale la documentazione di chiusura: fattura al gestore, eventuale radiografia finale, dichiarazione di fine cura firmata. Da qui parte il conteggio dei tempi di pagamento. Per le reti dei fondi di categoria l'incasso arriva in genere tra i 60 e i 90 giorni dall'invio della documentazione completa, ma il termine che vale è quello scritto nella tua convenzione: controllalo e segnalo nel gestionale.

Due regole per non perdere soldi:

  • documentazione incompleta vuol dire pagamento fermo, e il gestore raramente ti avvisa da solo;
  • tieni un elenco delle pratiche inviate con la data di invio e sollecita dal portale citando il numero di pratica appena il termine è superato.

Gli errori che bloccano il pagamento sono sempre gli stessi, e sono tutti evitabili:

  • cura iniziata prima della presa in carico;
  • prestazioni eseguite diverse da quelle autorizzate;
  • fattura intestata al fondo invece che al gestore, o senza il riferimento alla pratica;
  • radiografia finale mancante dove la garanzia la richiede;
  • dichiarazione di fine cura senza firma del paziente.

Una checklist a fine cura, compilata prima di premere invio, elimina quasi tutti questi casi.

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