La domanda arriva a ogni titolare di studio, prima o poi: entrare nella rete UniSalute o restare fuori? Non c'è una risposta valida per tutti. Dipende da dove sei, da che tipo di pazienti hai già e da quanto la tua organizzazione regge la burocrazia dell'assistenza diretta. Qui trovi i fatti sui quali ragionare, senza promesse.
UniSalute, del gruppo Unipol, è il gestore più diffuso in Italia con 8,6 milioni di assicurati. Copre le polizze UniSalute Dentista, le polizze aziendali e decine di fondi di categoria. Tra questi, con la stessa convenzione, ci sono Fondo Est (commercio, turismo, servizi), Sanarti (dipendenti delle imprese artigiane) e Sanedil (operai e impiegati edili).
In pratica: se nella tua zona ci sono negozi, alberghi, ristoranti, imprese artigiane e cantieri, una parte dei loro dipendenti ha una copertura odontoiatrica gestita da UniSalute. Sono persone che spesso cercano lo studio partendo dall'elenco dei convenzionati. Senza convenzione non ti trovano, oppure ti trovano e vanno altrove perché da te dovrebbero pagare tutto.
Il vantaggio più concreto di UniSalute è che una sola procedura di accreditamento vale per tutti i fondi e le polizze che gestisce. Non devi firmare un contratto con Fondo Est, uno con Sanarti e uno con Sanedil: firmi con UniSalute e lavori con il portale odontoiatri per tutti.
Per uno studio che vuole aprire alle coperture integrative senza moltiplicare contratti e portali, è un punto di partenza sensato. Poi, con il tempo, valuti se aggiungere altri gestori.
Qui sta il compromesso. UniSalute applica prezzi fissi per codice prestazione, uguali per tutti gli assicurati in rete, e non si rinegoziano dopo la firma. Il confronto va fatto voce per voce con il tuo listino prima di convenzionarti.
Le domande da farti:
Vale la pena ricordare che alcuni piani hanno limiti precisi. Sanarti, per esempio, prevede una visita e due igieni l'anno e impianti fino a 800 euro l'uno. Sono numeri che entrano direttamente nel tuo conto economico per paziente.
La convenzione UniSalute tende a funzionare quando lo studio ha capacità di poltrona da riempire, un bacino di dipendenti del commercio, dell'artigianato o dell'edilizia nella zona, e una segreteria in grado di seguire piani, prese in carico e scadenze senza perdere pezzi.
Funziona meno quando lo studio è già saturo con pazienti privati a listino pieno, oppure quando non c'è nessuno che possa dedicare tempo alla parte amministrativa: in quel caso il rischio è fare le cure e non incassare per documenti mancanti.
Un modo prudente per decidere: prendi i tuoi ultimi dodici mesi di prestazioni, applica il tariffario UniSalute alle voci principali e guarda cosa succede al margine. Poi chiediti quanti pazienti in più servirebbero per compensare. Se il numero è realistico per la tua zona, la convenzione ha senso.
Se decidi di convenzionarti, il modulo UniSalute di Odontia (10 euro al mese per ente, motore compreso nel canone base da 49 euro) ti guida con la checklist di accreditamento, tiene le pratiche per paziente con allegati e stati fino all'incasso, e prepara ZIP ed email per l'ente. Così la parte amministrativa, che è il vero costo della convenzione, resta sotto controllo. Scopri il modulo UniSalute oppure prova gratis 7 giorni.
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