Lavorare in convenzione non vuol dire incassare quello che fatturi. Tra la tariffa del nomenclatore, il ticket che paga il paziente, il tetto di spesa del contratto e le prestazioni che vanno oltre, il conto economico dello studio accreditato ha regole sue. Se non le conosci, rischi di lavorare mesi per la ASL senza vedere un euro. Ecco come funzionano.
Le prestazioni in convenzione non le prezzi tu. Ogni prestazione ha un codice del nomenclatore, un codice del catalogo regionale e una tariffa fissata dalla Regione. In Campania il riferimento è la DGRC 660/2024, che ha recepito le tariffe nazionali e le ha organizzate nel catalogo regionale. Per la branca 17, odontostomatologia, alcune tariffe reali:
Basta un colpo d'occhio per capire che i numeri sono lontani dal listino privato. Una devitalizzazione a 35 euro non copre il costo orario della poltrona in molti studi. Il lavoro in convenzione regge se lo organizzi per volumi e se conosci il margine di ogni prestazione, non se lo tratti come un'estensione del privato.
Attenzione a un punto: il contratto con la ASL può prevedere abbattimenti o condizioni tariffarie diverse dal nomenclatore. Le tariffe della DGRC sono la base; quello che incassi davvero lo dice il contratto. Verifica il tuo e, se serve, correggi le tariffe nel gestionale.
Il contratto con la ASL fissa un budget annuale per la branca: il tetto di spesa, espresso in euro IVA esclusa. È la cifra massima che la ASL ti riconosce nell'anno. Il meccanismo è semplice e severo:
Il secondo punto va letto due volte. Non puoi smettere di rendicontare quando finisce il budget, e non puoi rifiutare i pazienti con impegnativa perché "il tetto è finito" senza avere prima concordato qualcosa con la ASL. Il rischio concreto è quello di erogare a novembre e dicembre prestazioni che sai già di non incassare.
Per questo il tetto va monitorato mese per mese, non scoperto a consuntivo. Ti serve sapere in ogni momento:
Se a giugno hai già usato il 70% del budget, hai ancora tempo per rallentare gli accessi in convenzione o per parlare con la ASL. Se lo scopri a dicembre, no.
Sull'impegnativa il paziente non esente paga il ticket, che incassi tu allo sportello. Il ticket non è un incasso in più: viene sottratto da quanto la ASL ti riconosce. Nel File C il meccanismo è esplicito, nella riga di chiusura di ogni impegnativa: l'importo totale è la somma delle prestazioni meno il ticket meno l'eventuale quota a carico dell'assistito.
In pratica, per ogni impegnativa:
Il paziente esente non paga il ticket e in quel caso la ASL riconosce tutto, ma nel record deve esserci il codice di esenzione: senza codice il batch scarta l'impegnativa e quella prestazione non viene pagata finché non la correggi e la rimandi. Lo stesso vale al contrario: un paziente non esente con ticket a zero è un'anomalia che Sinfonia segnala.
Per gli importi del ticket e le categorie di esenzione fai riferimento alle indicazioni della tua ASL: sono regole che possono cambiare e non conviene affidarsi a tabelle trovate in giro.
Dal 2022 anche l'attività privata dello studio accreditato va rendicontata nel File C, in regime 2. Non c'è ricetta, non c'è ticket, l'onere è zero e non incide sul tetto. Serve alla Regione per conoscere l'attività complessiva della struttura, non a pagarti.
Questo significa che la tua fatturazione privata e la rendicontazione al SSN devono parlarsi: ogni prestazione privata eseguita deve finire nel flusso mensile, con codice catalogo e data. Se il gestionale non lo fa in automatico, a fine mese ti ritrovi a ricostruire a mano decine di prestazioni.
Mettendo insieme i pezzi, l'incasso dello studio accreditato nell'anno è:
A cui aggiungi l'attività privata, che passa per il File C ma segue le tue tariffe. Il numero che conta non è il fatturato lordo in convenzione ma il margine per prestazione moltiplicato per il volume che riesci a fare dentro il tetto. Un'ablazione a 10,90 euro ha senso se dura 20 minuti e riempie uno spazio in agenda; non ha senso se sposta un paziente privato.
Tre abitudini che fanno la differenza: conoscere il costo orario della poltrona, controllare ogni mese la barra del tetto e chiudere gli scarti di Sinfonia entro la finestra del flusso, perché ogni impegnativa scartata è un incasso rimandato.
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