Tracciare un lavoro di laboratorio vuol dire sapere in ogni momento dove si trova una protesi, chi l’ha prescritta, quali materiali sono stati usati, con quali lotti, quando torna in studio e quanto è costata. Per lo studio dentistico non è solo una questione di ordine. È la base per consegnare al paziente un dispositivo su misura documentato come chiede la normativa, per non perdere appuntamenti alla poltrona aspettando un lavoro in ritardo e per capire se quella prestazione protesica vi fa guadagnare davvero. In questa guida trovi le tappe da registrare, cosa fare con i materiali che mandate al laboratorio in conto lavoro e gli errori che costano tempo e margine.
Nelle ricerche su questo tema compaiono spesso documenti che con l’odontoiatria non hanno nulla a che fare. Il caso più frequente è la Circolare 633/STC: riguarda i laboratori autorizzati per prove e controlli sulle costruzioni esistenti, cioè il settore edile. Per lo studio dentistico e per il laboratorio odontotecnico il riferimento è la normativa sui dispositivi medici.
In ambito odontoiatrico, la tracciabilità di un lavoro copre tre livelli:
Molti studi gestiscono bene il primo livello e trascurano gli altri due. Il risultato è che il lavoro arriva, si consegna, ma la fattura del laboratorio a fine mese non si riesce più a ricondurre ai singoli pazienti. A quel punto il costo di laboratorio diventa una voce generica, e il margine della protesi non si può più calcolare.
Una corona, un ponte, uno scheletrato o un bite realizzati per un paziente specifico sono dispositivi medici su misura. Il quadro di riferimento è il Regolamento (UE) 2017/745, applicabile in pieno dal 26 maggio 2021, che tra le novità ha introdotto una maggiore tracciabilità dei dispositivi lungo tutta la filiera.
In Italia l’adeguamento è passato dai decreti legislativi pubblicati in Gazzetta Ufficiale nel 2022, tra cui il D.Lgs. 137/2022, che disciplinano gli aspetti di competenza nazionale e confermano l’obbligo di registrazione per i fabbricanti di dispositivi su misura. A livello europeo, la banca dati Eudamed è lo strumento con cui la Commissione attua il Regolamento e gli obblighi di tracciabilità per gli operatori economici.
In pratica, per lo studio questo si traduce in alcune abitudini precise:
Gli obblighi esatti di conservazione e di consegna dei documenti al paziente dipendono dal ruolo di ciascuno (fabbricante, studio, prescrittore). Se avete dubbi su un caso concreto, chiedete conferma al vostro laboratorio e consultate le pagine del Ministero della Salute sui dispositivi medici, oppure il consulente che segue la conformità dello studio.
Un lavoro di laboratorio attraversa sempre le stesse fasi. Se ogni fase lascia una traccia, sapete in qualsiasi momento a che punto siete. Un laboratorio di piccole e medie dimensioni può gestire da 10 a 30 lavori a settimana: moltiplicato per i vari studi clienti, si capisce perché un lavoro senza scheda chiara rischia di perdersi.
Questa tabella riassume cosa registrare in ogni fase e perché serve:
| Fase | Dati da registrare | A cosa serve |
|---|---|---|
| Prescrizione | Paziente, elemento, materiale, colore, note cliniche | Conformità del dispositivo su misura, meno chiamate di chiarimento |
| Impronta / scansione | Data, operatore, tipo, file | Ricostruire il caso in caso di rifacimento |
| Invio | Data, laboratorio, materiali in conto lavoro | Sapere cosa è fuori dallo studio |
| Rientro previsto | Data concordata | Fissare la seduta senza buchi in agenda |
| Prove | Date di ogni passaggio | Misurare i tempi reali del laboratorio |
| Consegna | Data, documenti, lotti | Cartella clinica completa |
| Chiusura | Costo, fattura, rifacimenti | Margine reale della prestazione |
Se nel vostro studio queste informazioni stanno in posti diversi (un quaderno per gli invii, la cartella per le prove, un foglio di calcolo per le fatture del laboratorio), la tracciabilità c’è solo sulla carta. Il punto non è registrare di più, ma registrare una volta sola, nel posto giusto. Per una checklist operativa e gli indicatori da seguire nel rapporto con il laboratorio trovi altri spunti nella nostra guida alla gestione del laboratorio odontotecnico con checklist e KPI.
Si parla di conto lavoro quando lo studio consegna al laboratorio materiali o componenti propri, che il laboratorio lavora e restituisce dentro il dispositivo finito. Il caso più tipico è la protesi su impianti: lo studio acquista monconi, transfer, analoghi o viti dal fornitore implantare e li invia al laboratorio. Altri esempi sono attacchi, componenti specifici richiesti dal clinico o materiali che lo studio preferisce acquistare direttamente.
Il problema è semplice: quel materiale esce dal vostro magazzino ma non viene “consumato” in studio. Se non lo registrate, succedono tre cose.
Se volete approfondire il lato magazzino, abbiamo scritto una guida alla tracciabilità dei lotti dei materiali dentali e una sulla gestione del magazzino in odontoiatria.
Questi sono gli errori più comuni che vediamo negli studi che non hanno un flusso strutturato con il laboratorio.
Il filo comune è la frammentazione: informazioni giuste, ma sparse in strumenti diversi. La soluzione è un’unica scheda per lavoro, collegata a paziente, agenda, magazzino e costi. Per ridurre il tempo di segreteria su queste attività trovi altri consigli nella guida su come ridurre i tempi amministrativi nello studio dentistico.
La tracciabilità diventa davvero utile quando smette di essere un archivio e diventa un dato economico. Ogni protesi ha un prezzo per il paziente e una serie di costi: laboratorio, componenti, materiali di studio, tempo alla poltrona di medico e assistente. Se il costo di laboratorio è collegato al lavoro, il margine si calcola in automatico. Se non lo è, resta un’impressione.
Un esempio, con cifre puramente illustrative, per vedere il ragionamento:
| Voce | Corona su impianto (esempio) |
|---|---|
| Prezzo al paziente | 1.100 € |
| Costo laboratorio | 220 € |
| Componenti in conto lavoro (moncone, vite) | 140 € |
| Materiali di studio (impronta, cementazione) | 25 € |
| Tempo poltrona: 3 sedute, 2 ore complessive | da valorizzare con il vostro costo orario |
| Seduta persa per lavoro in ritardo | +1 ora di poltrona non produttiva |
Se i 140 € di componenti non vengono attribuiti alla corona, il margine apparente è più alto di oltre il 10% del prezzo. Se poi una seduta salta perché il lavoro non è rientrato, il costo orario della poltrona si somma a una prestazione che non genera ricavo in quel momento. Moltiplicate questo scarto per tutte le protesi dell’anno e capite perché due studi con lo stesso fatturato possono avere utili molto diversi.
Lo stesso vale per il laboratorio: chi studia il settore stima per i laboratori odontotecnici italiani un margine operativo medio tra il 12% e il 22% del fatturato, con forti differenze legate all’efficienza gestionale. Un flusso ordinato tra studio e laboratorio conviene a entrambi: meno chiarimenti, meno rifacimenti, consegne più puntuali.
Per impostare il calcolo nel vostro studio, partite dalla nostra guida all’analisi dei margini dello studio dentistico e affiancatela ai numeri da controllare ogni mese.

Lavoriamo ogni giorno con studi che hanno già un gestionale, un’agenda e un rapporto consolidato con uno o più laboratori. Quasi sempre il problema non è la mancanza di informazioni: è che il lavoro di laboratorio vive in un mondo separato da agenda, magazzino e conti.

Per questo pensiamo che la tracciabilità dei lavori vada progettata a partire dalla prestazione, non dal laboratorio. La domanda giusta non è solo “dov’è la corona del signor Rossi?”, ma “quanto ci è costata, in laboratorio, in componenti e in ore di poltrona, e quanto ci ha lasciato?”. Quando la scheda del lavoro è legata al piano di cura, la data di rientro alimenta l’agenda, il componente in conto lavoro esce dal magazzino con il suo lotto e il costo del laboratorio finisce sulla prestazione, la conformità diventa un effetto collaterale di un buon flusso, non un compito in più per la segreteria.
Il secondo punto è la poltrona. Un lavoro in ritardo non è un problema del laboratorio: è un’ora vuota nella vostra agenda. Fissare le sedute sulla data di rientro reale e avvisare il paziente in automatico, anche quando serve spostarlo, è il modo più semplice per recuperare ore che oggi andate a perdere.
— Ufficio
Odontia è il gestionale cloud per studi odontoiatrici costruito intorno alla redditività di ogni prestazione. Con il modulo Magazzino e Laboratorio tenete sotto controllo i costi di magazzino e di laboratorio e li ricondurrete alle singole prestazioni, insieme all’agenda multi-poltrona e operatori, alla cartella clinica digitale e ai reminder automatici via SMS, WhatsApp ed email per confermare o spostare le sedute.
I prezzi, così come pubblicati:
Si parte con una prova gratuita e si attivano solo i moduli che servono. Trovi tutti i moduli e i costi nella pagina prezzi di Odontia.
Il laboratorio odontotecnico è il fabbricante del dispositivo su misura e ne cura la documentazione secondo il Regolamento (UE) 2017/745. Lo studio è responsabile della prescrizione, della consegna al paziente e dell’archiviazione della documentazione nella cartella clinica. Per i dettagli sul vostro caso, confrontatevi con il laboratorio e con il consulente che segue la conformità dello studio.
Significa che lo studio fornisce al laboratorio materiali o componenti propri, come monconi o viti implantari, che il laboratorio lavora e restituisce nel dispositivo finito. Quei materiali vanno registrati in uscita dal magazzino con il loro lotto e attribuiti alla prestazione del paziente. Sulla documentazione fiscale che accompagna l’invio, chiedete indicazioni al vostro commercialista.
Tutti i componenti che restano nel dispositivo consegnato al paziente, a partire dai componenti protesici implantari. Registrare il lotto permette di risalire al paziente in caso di richiamo del produttore e completa la cartella clinica. È buona pratica farlo anche per gli altri materiali forniti dallo studio.
No. La Circolare 633/STC riguarda l’autorizzazione dei laboratori per prove e controlli sulle costruzioni esistenti, cioè il settore edile. Per i laboratori odontotecnici e gli studi il riferimento è la normativa sui dispositivi medici.
Si può fare anche con registri e fogli di calcolo, ma le informazioni restano sparse e il costo di laboratorio difficilmente arriva sulla singola prestazione. Un gestionale che collega lavoro, paziente, agenda, magazzino e costi evita di registrare due volte lo stesso dato e vi mostra il margine reale di ogni protesi.